Foto!
13 Settembre 2008Bene signori, è arrivato il momento delle foto, dopo un paziente lavoro di selezione siamo riusciti a passare da 1900 foto a circa 600. Cliccate sul link sotto e buona visione!
Bene signori, è arrivato il momento delle foto, dopo un paziente lavoro di selezione siamo riusciti a passare da 1900 foto a circa 600. Cliccate sul link sotto e buona visione!
La chiusura del cerchio
Da tokyo è cominciata l’avventura e a Tokyo finisce. Appena entrati in città col treno ho provato la sensazione di sentirimi a casa, di essere in un posto familiare. Riconoscevo i posti, i profili dei quartieri, è stato veramente strano. In fondo ero stata a Tokyo solo una decina di giorni prima, eppure c’era questa sensazione che si ha verso le cose conosciute e ritrovate. Forse è stata una sorta di imprinting, visto che appunto tutto è cominciato da qui. E percorrendo le strade di Tokyo sentivo che un po’ mi mancherà, mi ci sono trovata proprio bene (l’hotel, i posti visti, i mezzi, la gente, i posti dove mangiare…).Adesso è il momento di tornare a casa, e come sempre resta questa triste e dolce malinconia della fine, mista alla voglia di rivedere e rivivere le solite cose. In fondo siamo esseri abitudinari e la routine va rotta si, ma solo se poi si ricrea. Abbiamo bisogno di certezze, dell’insalata ad ogni pasto, della frutta e del caffè espresso, quello vero. Poi saremo pronti per il prossimo viaggio. Ciao e a presto.
Inchini e dintorni. E’ il movimento del corpo più diffuso. Ci si inchina per salutare, per presentarsi, per ringraziare, per dire prego, per scusarsi…si inchina chi ha comprato qualcosa e chi l’ha venduta, si inchina chi ti ha pestato un piede e pure quello a cui è stato pestato.Si inchinano pure i portieri dei vari palazzoni quando qualcuno gli passa davanti, anche se non entra dentro. Non esistono strette di mano. Figurarsi i baci che ci diamo noi quando ci incontriamo e ci salutiamo.
E a proposito di baci, eravamo gli unici in giro a baciarci…niente di che, semplici bacettini innocenti. Non vi dico poi quando ci è scappato un bacio sul collo…abbiamo dato scandalo, passino i baci sulle labbra ma quelli sul collo proprio no.
La misura delle scarpe. Ho scoperto di avere i piedi giganti. Il mio 37, che in Italia è quasi piccolo, qui è considerato large.
Bè, a questo punto mi spiego anche perchè e per chi esiste la taglia 38…qui ci vorrebbe pure la 36, tanto sono magre ed esili. Che invidia.
Gli ombrelli. Li usano sempre. Se piove, per ripararsi dalla pioggia; se c’è il sole, per evitare di abbronzarsi (è proprio vero che sono tutte chiare). Se è nuvoloso, per evitare le nuvole, che ne so.
E poi girano tutti muniti di un piccolo asciugamani, per asciugare il sudore provocato da caldo e umido. Salvo poi rifugiarsi nei luoghi chiusi dove l’aria condizionata è al massimo e ci vuole la nostra brava felpa di pile per non congelarsi, e invece i locali si piazzano sudati davanti ai bocchettoni dell’aria. Mah!
L’uovo a colazione. Siria sarebbe felicissima di fare colazione in Giappone, con l’ovetto sodo sempre presente.
Il naso che cola. Con gli sbalzi di temperatura è frequente che ci sia gente raffreddata. Ma guai a soffiarsi il naso. La proceura standard consiste nel tirare su col naso a tempo indeterminato. Grr, insopportabile!
Il tè freddo. Tanto mi piace il tè verde caldo, tanto detesto quello freddo. E’ che proprio non mi piace, non lo reggo, mi fa venir il voltastomaco. E te lo portano sempre come accoglienza. E non puoi rifiutare. Bisogna imparare l’arte della diplomazia per evitare offese. E saper far finta di bere, individuando al più presto i posti possibili dove disfarsi del liquido (piante, coppette varie, anche il wc è stato utile, scene da film lo giuro).
Adesso vi sveliamo perchè abbiamo fatto il Japan Railpass e come e quanto l’abbiamo sfruttato (fino all’osso direi) e quindi perhè siamo ormai esperti dei mezzi di trasporto in Japan.
Oltre a questo scoprirete anche perchè siamo stanchi e perchè Gae si lamenta che gli sono spuntati dei capillari sulle gambe per la fatica e lo sforzo di camminare.
Premessa di Gaetano:Tutto ciò che siamo andati a vedere voleva essere un riscontro a ciò che da piccolo avevo visto nei cartoni animati, se tutto quello visto in tv fosse vero. Beh alcune risposte le ho trovate!
Premessa di Veronica: la maggior parte delle mete incluse in questo viaggio è frutto di mesi di studio non solo di una ma di ben 2 guide turistiche più svariati siti e blog e forum sparsi nel web. Naturalmente questa fase non ha visto la partecipazione di Gaetano, che si è ritrovato in varie parti del Giappone senza sapere come.
Monte Fuji 21-08-08
Gaetano: Non è quello che credevo che fosse!!! Mannaggia. E’ stata una piccola delusione. E’ una montagna che sale ripida fino a 3700 metri situata in una zona relativamente collinare. Naturalmente in inverno-primavera quando è imbiancanto fa la sua “porca figura” ma in estate è un pò una tristezza :_(.
Veronica: Sarà che la stagione non è la migliore (e si sapeva), sarà che non l’abbiamo scalato fino in cima ma anzi ci siamo arrivati con un tour organizzato (per fortuna l’unico del nostro viaggio)…ma se volete provare l’ebbrezza di una montagna alta e innevata che domina tutto intorno e che è il simbolo di un’isola…l’Etna è la risposta. Se poi ci andate tra gennaio e febbraio ci sono pure i mandorli in fiore e il mare di sotto. Insomma Etna batte Fuji 3:2. E il Fuji-san è meglio in cartolina.
Hakone 21-08-08
Gaetano: Boh.
Veronica: mi sforzo un po’ di più. Pomeriggio al lago Ashi.In serata arrivo al Riokan Yoshiike. Onsen non provata, non ne abbiamo avuto neanche il tempo, appena arrivati (h 18:30) ci hanno subito portato la cena, quindi dopo non si poteva con la pancia piena. Al mattino dopo ci hanno praticamente buttati fuori dalla camera subito dopo colazione (neanche toccata perchè era alla giapponese, col brodino di granchio e pesce affumicato), per cui abbiamo preso subito il treno e siamo andati via, con addosso l’odore non proprio piacevole di quel Riokan. Ci resta il ricordo della gentilezza della guida e dell’autista che hanno fatto una deviazione dal percorso per portarci il più vicino possibile a destinazione.
Takayama 22-08-08
Gaetano: Piacevole sorpresa questa cittadina. Aldilà delle mangiate di carne, di cui Veri vi riferirà, ho ritrovato qui il classico scenario di alcuni cartoni. In Giappone in ogni città scorre almeno un fiume(almeno da quello che ho visto ^^), vi ricordate nei vari cartoni quando si vedeva i ragazzi che in bici costeggiavano questi fiumiciattoli, con gli arigini cementati? Bene qui a Takayama ho ritrovato proprio questa immagine. Per il resto cittadina piacevole con un’aria fresca e senza confusione.
Veronica: non mi resta che parlarvi della carne^^ Abbiamo scoperto che da queste parti esiste il manzo Hida, ancora più gustoso e buono del più rinomato manzo Kobe. E abbiamo trovato un posto troppo forte dove farsene una scorpacciata memorabile. Si tratta di una macelleria con annesso ristorante, dove si sceglie il proprio taglio di carne e poi si cucina da sè al tavolo insieme a verdure varie. Tutto alla griglia. Lo riporta anche la guida: Yamatake-Shoten. Quello che non viene detto è che il proprietario-allevatore-macellaio-ristoratore è simpaticissimo. Abbiamo chiacchierato nel solito idioma anglo-nippo-italo-gestuale, ma ci siamo intesi benissimo e ci siamo divertiti un sacco, oltre che sfondati di carne (era una mega fettona da 1,5 kg in due!).Che soddisfazione. Ci resterà il piacevole ricordo di una cittadina rilassante, fresca e tranquilla.
Kanazawa 23-08-08
Gaetano: Non siamo rimasti tanto,praticamente mezza giornata. All’apparenza carina e ordinata. Piacevole.
Veronica: c’è uno dei giardini più belli che abbiamo visto, e di posti verdi in Giappone ce ne sono ovunque e tutti ben tenuti. Provvederemo a fornire le foto appena possibile.
In questa città, come poi in tutte le altre, sembra che la gente non faccia altro che sposarsi: è tutto pieno di negozi di abiti, ceremony hall e tutto ciò che vi è connesso. E basta!!
Gaetano: Kyoto me la immaginavo l’opposto di Tokyo. Calma tranquilla con un occhio al passato. Ma che!!! Caotica all’inverosimile. Qui le auto la fanno da padrona e si vede e si sente. Per il resto tanti templi (pure troppi). Qui ho avuto la conferma che ogni scuola ha un campo per le attività sportive e , mi spiace deludervi, ma i campi da calcio sono normali non lunghi km come quelli i Holly e Benji. Nonostante questa sia la città della Nintendo qui il marchio non si vede mai. Andando a Nara in treno abbiamo visto una sede secondaria ma niente di più. Almeno la geisha l’ho trovata…
Veronica: non so proprio che dire. Mi viene da pensare che Kyoto stia a Tokyo come Roma sta a Milano, non nel senso del clima che è afoso e umido in maniera uguale, ma per l’organizzazione, il temperamento, l’atteggiamento in generale. Ad ognuno il compito di preferire l’una l’altra o nessuna.
Piccola delusione:Gion e Pontocho, storici quartieri di geishe, mi aspettavo dopo tutte le letture di trovarci qualche segno del passato. A Gion è rimasta solo la struttura delle case , alte e strette, ma ormai tutte assolutamente moderne e senza niente di distintivo. Pontocho addirittura è ormai un unico e continuo centro di shopping.
Bello sicuramente il Kinkaku-ji, il Tempio d’oro.
Qualcuna gira ancora in kimono, di sicuro più che in altre città.

Nara 26-08-08
Gaetano:Cervi,templi,cervi,templi ^^ niente d’altro. Bello comunque il grande Buddha vale la pena fare un salto qui per vederlo
Veronica: uno dei due posti più emozionanti (l’altro è Hiroshima).Spettacolare il Daibutsu! Abbiamo anche lasciato il segno su una tegola che verrà utilizzata per rifare il tetto. E che carini i cervi!
Himeji 27-08-08
Gaetano: Ma dico io, a quei tempi avevano tutti la fissazione di fare castelli in cima a colline alte? non si fa altro che salire qui. Comunque bellino il castello. Fa scena.
Veronica: oh che bel castello marcondirondirondello! Sali sali sali attenzione alla testa, sali sali, vista della città, scendi scendi ,la testa! scendi scendi scendi. Vediamo i giardini adesso. Mi spiace il biglietto è solo per il castello. Ma noi abbiamo pagato quello cumulativo.No il biglietto non è giusto. Vabbè allora dopo tutto questo sali scendi torniamo in hotel che voglio stare orizzontale!
Gaetano: Serio, ti muore il cuore quando entri nel museo e devi avere pure lo stomaco forte. L’unica delusione è stata la sensazione che il tutto si sia trasformato in un’attrazione per turisti. Toccante cmq
Veronica: senza parole. In effeti in pochi parlavano, non tanto davanti ai monumenti esterni (la fiaccola del cenotafio che resterà accesa finchè al mondo esisterà ancora un’arma nucleare), dove molti pensavano a farsi le foto, anche se c’era chi si fermava a pregare, ma soprattutto dentro al museo, forse perchè ci sarebbe voluto molto coraggio a scherzare davanti a quelle immagini e documenti.

Miyajima 28-08-08
Gaetano:Di Miyajima vi parlerà Veronica. Io invece vi svelerò il vero motivo del viaggio. Scoprire la base del Grande Mazinga!Ebbene tenetevi forte perchè l’ho trovata!! Allegherò foto per la dimostrazione ^^.
Veronica: tocca sempre a me uff! Bè insomma il torii galleggiante l’abbiamo visto e per fortuna quando siamo arrivati noi non c’era ancora l’orda di turisti italiani, nè la bassa marea, quindi un po’ d’acqua sotto al torii ci stava. C’erano pure i cervi (di nuovo si) e i biscotti morbidosi a forma di foglia stellata ripieni di cioccolato, che secondo Gae non avevano e sapore, quindi non ne abbiamo comprati altri e quindi non li potrete assaggiare.

Amanohashidate 29-08-08
Ultima meta del nostro girovagare per il Giappone.
Gaetano: c’ho provato, mi sono messo in tutti i modi possibili ma non sono riuscito a vedere proprio un bel niente!!
Veronica:spiego…c’è questa lingua di sabbia che se vista a testa in giù sembra galleggiare in aria.Ma non tutti ci riescono. In compenso l’abbiamo percorsa tutta in bici.
Anche qui in un riokan tradizionale. Onsen provata, fighissima!! Era tutta per me, peccato aver lasciato la macchina fotografica in camera, visto che poi si è riempita. Cena sempre in stile kaiseki, firmata dallo chef.La colazione però l’abbiamo fatta all’occidentale.

30-08-08
Tappa intermedia a Kyoto; domani si torna a Tokyo e lunedi rientro in Italia…
Approfitto di queste due ore di treno non per dormire (una volta tanto) ma per andare avanti col lavoro. A proposito di treno, ieri siamo stati testimoni di un fatto straordinario per il mondo delle ferrovie giapponesi. Non sappiamo quali siano le ragioni, ma ieri il sistema è andato in tilt! Treni in ritardo, addirittura cancellati…pure gli shinkansen.E soprattutto caos tra la gente che non si ritrovava più, che vagava in cerca di una soluzione. E dire che di treni ce n’era uno ogni dieci minuti anche se in ritardo quindi di sicuro non c’era il rischio di non tornare a casa. Eppure tutti lì ammassati per salire sul primo disponibile, con i controllori sui binari che urlavano (sempre con moderazione tutta giapponese) perchè si fermassero e permettessero la chiusura delle porte. Poi però accanto al vagone dei posti non riservati che straripava di gente, c’erano le carrozze riservate completamente vuote. Ecco che vuol dire essere abituati troppo bene, appena un particolare è fuori posto si va nel panico. Noi ce la ridevamo sotto i baffi.
Ma, evento straordinario a parte, per rispondere alla domanda di mio papà su come sono i treni, devo dire che la fama della puntualità è assolutamente fondata e anche sul versante pulizia sono messi bene. Ma dipende tutto dalle persone. Qui non si lascia spazzatura in giro, figuriamoci i chewing-gum attaccati sotto al sedile. Per cui dopo che gli inservienti puliscono, i viaggiatori mantengono pulito. E ci fanno di tutto sul treno: dormire, mangiare, bere. Ma col rispetto per gli altri e per se’.
A proposito di rispetto e civiltà, ecco due assaggi vissuti direttamente. 1) Signore che lascia cellulare e portafogli sul treno: chi se ne è accorto l’ha consegnato subito al personale del treno.
2) Gaetano che uscendo dallo Starbucks all’ora di punta lascia lo zaino con tutto il materiale foto-video (e quando dico tutto intendo tutto): cameriere lo rincorre per un bel pezzo per riportarglielo.
Non dico che in Italia non ci siano persone oneste e civili che si comportano così, ma avete visto mai la gente girare con la borsa aperta, così aperta da vederne completamente il contenuto? Altrove l’avrebbero non solo svuotata ma anche riempita.
Devo anche riportare un cambiamento d’opinione su ciò che riguarda l’atteggiamento verso gli stranieri. Bè mi sono ricreduta visto che in diverse occasioni in cui, ad un incrocio, cartina alla mano non necessariamente per orientarci ma anche solo per decidere dove andare, abbiamo ricevuto offerte d’aiuto. E’ successo più che altro da parte di persone adulte, che hanno cercato di farsi capire in ogni modo, alternando il giapponese all’inglese ai gesti. Non vi dico poi quelli che nei siti turistici ci fornivano le spiegazioni del caso e ci raccontavano le varie storie. Carini certo, ma in giapponese!Apprezziamo il gesto comunque.
Ultimo appunto: le gambe delle ragazze. La domanda da un milione di euro (valgono più dei dollari) è: perchè tutte le ragazze giapponesi hanno le gambe storte e i piedi in dentro? Googleate un po’ e aiutateci a scoprirlo.
voi vi chiederete: cosa è l’angolo di Belletti? qualcosa a che fare con la trigonometria? no ^^… è un omaggio al mio amico Belletti, appassionato di usi e costumi stravaganti( leggasi stranezze) che ogni popolo ha.
Iniziamo
1) Putroppo in metro anche quando c’era confusione nessuno ci ha spinti dentro, invitavano cortesemente a muoversi.
2) Musichete. Ricordate quelle stupende musichette a 8 bit dei vecchi videogiochi? qui le trovate un pò dappertuttto. Nelle camere d’albergo quando suonate a una stanze, ai semafori invece del solito “bip-bip”, nei treni, sia metropolitana sia shinkansen sia normali quando arrivate alle stazioni…insomma un po’ ovunque.
3)Bici e portaombrelli. QUi la bici è quasi un istituzione soprattutto nei centri più piccoli hanno quasi tutti la bici. voi direte: voi direte che c’è di strano. di strano c’è che i giappi oltre che per le bici hanno la passione per l’ombrello. Causa anche meteo molto variabili qui tutti escono con l’ombrello, bene quindi come fare a conciliare bici e ombrello? semplice si sono inventati i portaombrelli da bici ^^, è un affare che si aggancia al manubrio e vi consente di camminare con l’ombrello aperto.
4) per la serie non soffror di vertigini qui ti fanno salire in cima a tutto, in tutti i più alti grattacieli o torri puoi salire fino l’ultimo piano. La sede del “comune di Tokyo”(se ho capito bene ^^) un palazzone alto n-mila piani è visitabile fino alla terrazza, anzi ci sono dei volontari che organizzano tour gratuiti per spiegarvi cosa vedete.
5) per la serie dei mestieri strani il tizio che tifa uscire dal parcheggio. Qui sembra quasi un istituzione. Se a noi sembra cosa banale uscire da un parcheggio a pagamento o da un centro commerciale qui non sembra esserelo e c’è almeno 1 per non dire 2 tizi che ti dicono se puoi uscire oppure no!!!
Se ne vedrò altre di cose “strane” per noi vi riferirò ^^
Sayonara!
Speriamo di accontentare tutti coloro che ci hanno pressati sin dall’inizio per saperne qualcosa di più sull’argomento. Certo non siamo degli esperti, possiamo solo darvi un’idea personale di quello che ci è capitato di mangiare. La nostra tattica è stata di entrare nei posti che ci ispiravan alla vista, indicare le pietanze cercando di far capire cosa volevamo e mangiare ciò che ci veniva portato, a volte diverso da ciò che avevamo capito noi. In ogni caso abbiamo mangiato sempre quasi tutto e nn abbiamo sofferto la fame.
Ci avvaliamo del supporto visivo per qualche spiegazione.
In questo menù preso a Kamakura c’erano un p’ di cose diverse: sashimi (pesce crudo), sottaceti, insalatina in agrodolce, qualcosa tipo crauti a striscioline sottili,riso bianco, e due spiedini uno di carne di maiale impanata e uno con un gamberone impanato. Da bere tè verde caldo, che è di base in qualsiasi ordinazione.
Questo è un bel trancio di tonno in un sushi bar di Tokyo, dove il pesce, grazie al mercato cittadino Tsukiji, è fresco e buono praticamente ovunque in città.
In questo sushi bar, seduti davanti ai cuochi, abbiamo ovviamente preso un piatto (anzi un vassoietto) di sushi misto: nigiri-sushi (riso con fettine di pesce crudo sopra) e maki-sushi (riso e pesce avvolti in alghe).
Da buoni italiani ci mettevamo il triplo del tempo per finire di mangiare rispetto a un giappico, che entra butta tutto giù e corre via come se lo inseguissero.
Altra esperienza di sushi, ma stavolta in un kaiten sushi di Nagoya, dove i vari piatti, ognuno di colore diverso a seconda del prezzo, scorre su un nastro trasportatore per utto il locale accanto ai tavoli e ciascuno si prende ciò che vuole. Da segnale un nigiri-sushi con salmone scottato, cipolletta e pepe nero.
Continuiamo la carrellata con un piatto di ramen, tagliolini cotti in rodo di carne e serviti con vari altri ingedienti come carne di maial a fette, porri, etc. Vi mostriamo i momenti salienti mentre li mangiavamo, manca l’audio che consise in un notevole risucchio obbligatorio, che noi non eravamo in grado di rirprodurre alla perfezione.
Ad Hakone in un riokan abbiamo anche sperimentato una cena tradizionale alla giapponese, seduti in terra col tavolino basso e tutti i piati disposti con precisione e studio.
C’erano un sacco di cose, ce le hanno portate in 3 volte, è difficile riportare tutto, anche perchè alcune cose non le abbiamo capite ed essendo da soli in stanza nn poeevamo chiedere a nessuno, tra l’altro la tipa che ce li portava non parlava mezza parola di inglese, quindi comunicazione impossibile. Comunque c’era sushi e sashimi, pesce cotto, sottaceti, un fagottino di tofu ripieno, tocchetti di frittata dolce, carne cruda da intingere in una salsina, brodo di miso, riso bianco ovviamente e altre cosine.
La colazione tradizionale della mattina successiva è stata molto simile:
Brodino di granchio, pesce affumicato…c’è bisogno di dire che appena usciti ci siamo fermati al primo Starbucks? Spiacenti, ma proprio non ce l ‘abbiamo fatta, a parte bere un po’ di tè verde caldo (e solo uno dei due l’ha fatto^^).
A Takayama, infine, abbiamo assaggiato la carne di manzo Hida, meno conosciuta di quella di Kobe ma altrettanto buona. Ha un sapore eccezionale e si scioglie in bocca. Due piatti diversi:
1) Gae ha preso carne e verdure da cuocere da solo su un piccolo braciere portato al tavolo.
Commento: molto buona.
2) Veri ha preso un piatto di sukiyaki, sottili fette di manzo Hida (in questo caso) cotte in un brodo di shoyu (salsa di soia), zucchero e sakè insieme a verdure varie (verza, carote funghi e cipolla) e tofu. Dopo la cottura tutti gli igredienti vengono intinti nel’uovo crudo immediatamente prima di essere gustati. Nel brodo che resta si cuociono gli udon (spaghetti di grano spessi e bianchi) e gli spaghettini di riso.
Commento: fantastici!
Tutta la cena l’abbiam bagnata di birra locale Kori Kori e conclusa col sakè locale caldo.
La foto del sakè non ce l’abbiamo perchè a quel punto eravamoabbastanza alticci per riuscire a farla.
Alla prossima puntata per altri aggiornamenti sulle nostre esperienze culinarie.
Campai!
Seconda raccolta veloce di foto e luoghi. Pronti? Via!
Cominciamo con l’attività preferita dagli utenti della metropolitana
Passiamo ora a un po’ di templi e santuari sparsi:
1)Meiji-jingu a Tokyo
2)Engaku-ji e Zeniarai-benten a Kamakura
3) Sasuke-inari jinja e il Daibutsu a Kamakura (quest’ultimo raggiunto dopo 3,5Km di cammino nel bosco)
Akihabara, il quartiere dell’elettronica e un po’ anche degli anime e manga
Per finire in bellezza la Tokyo Tower, che ci ha regalato un panorama magnifico, ma ci ha delusi un po’ perchè in ascensore non si vedeva l’esterno, quindi non ci siamo potuti godere la salita. Ma almeno abbiamo visto il Rainbow Bridge dall’alto.
Cercheremo di aggiungere materiale in più magari corredato da maggiori commenti e dettagli, abbiate pazienza ma la sera i Km fati di giorno si fanno sentire. Eccome! Prossimo appuntamento a data da destinarsi perchè domani ci spostiamo (Monte Fuji, Takayama, Kanazawa…) e non sappiamo come saremo messi a connessione internet. Nel frattempo proviamo a portarci in pari, anche col discorso cucina (ci siamo messi d’impegno a raccogliere “materiale” utile).
Buona notte!
Raccogliendo insieme tutti i pezzi del puzzle ottenuti in questi giorni di graaandi passeggiate per la città ve ne mostriamo alcuni per darvi l’idea di ciò che abbiamo trovato in giro.
Ecco un esempio del quartiere in cui si trova il nostro hotel (per quartiere pensate ad un paese): Shinjuku, pieno di grattacieli, uffici, insegne colorate, gente che gira specie la sera di ritorno dal lavoro.
Proprio davanti all’hotel il mistero della fila perenne:
L’abbiamo finalmente svelato e ne abbiamo la prova:
Abbiamo fatto un giro anche nella zona della stazione centrale di Tokyo
e ci siamo infilati nei giardini del Palazzo Imperiale, che è possibile vedere solo da lontano
Ma almeno per il giardino valeva la pena fare tutta quella strada con quel caldo.
Caldo poi sparito perchè ha cominciato a piovere, e continua ancora, infatti le prossime foto sono tutte bagnate.
Noi imperterriti abbiamo girato il Parco di Ueno e ammirato le sue bellezze:
Per consolarci del maltempo ci siamo dati allo shopping nel quartiere chic e snob di Ginza (ovviamente shopping unilaterale, ma come si fa a resistere ad un kimono?)
e abbiamo assistito al sogno realizzato di una bimba che ha incontrato l’orsetto dei cartoni in pelliccia e ossa
Per completare la giornata un tuffo nel folle mondo di Harajuku, dove nonostante l’acqua a catinelle i cosiddetti giovani non si scoraggiano e danno libero sfogo alla fantasia
Per concludere, in mezzo al casino di uno degli incroci più caotici del mondo, quello di Shibuja, una storia da libro cuore, quella del piccolo cane akita, Hachiko, che per 11 anni dopo la morte del proprietario lo aspettò tutti i giorni davanti alla stazione cui l’uomo era solito arrivare.
Adesso visto che siamo noi più che altro quelli a pezzi ce ne andiamo a nanna in vista dei 3 km di Sentiero del Daibutsu che ci aspettano domani, a piedi. E non saranno ne’ i primi ne’ gli ultimi.
Sayoonara!
Non è un altro blog, è solo una piccola sezione distaccata, in cui fissare il mio punto di vista, come un regime di separazione dei blog dove però non esistono limiti e confini invalicabili. Non sarò una guida turistica, quella potete comprarla ovunque e se volete alla fine dei 19 giorni vi presto la mia già evidenziata e corredata di post it. Sarò solo io in versione osservatrice.
A tal proposito comincio le mie considerazioni partendo dai Giapponesi. Se ne dicono tante sul loro conto: strani, piccoli, verdi con le antenne…no quelli sono i marziani, ma insomma il puno è che non sono alieni. Hanno solo una serie di regole che riguardano per lo più l’ordine e che gli risultano vitali per la sopravvivenza. Hanno stabilito che c’è un posto per ogni cosa e che rispettarlo semplifica la vita. E’ vero che l’ordine perfetto in un giardino esise solo accanto al disordine e che senza una quota di disordine il giardino muore, ma c’è da dire che in questo caso l’alta conentrazione di persone costituisce disordine di per sè, quindi ci vuole un flusso ordinato perhè ogni processo, ogni meccanismo, ogni aspetto della vita proceda bene, dal prendere l’autobus, al coprare qualosa al camminare per strada. Forse esce il mio lato maniacale, ma ecco, quello dei giappnesi non è appunto un ordine maniacale quanto piuttosto funzionale. Del resto poi c’è da sfatare un po’ di miti, come vietato starnutire o gesticolare: qui tutti ridono tossiscono cantano parlano anche usando il corpo (e meno male sennò a volte non ci si capirebbe), urlano per vendere la loro mercanzia che sia cibo vestiti oggetti elettronici non fa differenza, sei esentato solo se non sei del luogo. E a tal propposito dei giapponesi ho notato anche che nei confronti degli “stranieri” hanno un duplice atteggiamento, che potrei definire milanese e siciliano insieme, nel senso che, secondo costume milanese nessuno ti considera, forse ti danno un’occhiata veloce perchè sei diverso e ce ne sono pochi come te, ma per lo più ti ignorano; se però chiedi aiuto o ti rivolgi a qualcuno esce fuori il lato siciliano dell’accoglienza e della disponibilità. Ovviamente si parla un po’ per luoghi comuni, che nessuno si offenda, ma non sarà che sono comuni perhè anche un po’ veri? Cambiamo subito discorso perchè ho qui che scalpita una cosa fighissima, che conoscevo per sentito dire e finalmente ho provato: il tipico wc giapponese. E’ in buona sostanza un water come tutti lo conosciamo, solo che ha al suo interno incorporate le funzioni di bidet. Fatte le proprie cosette si preme un pulsante e viene fuori un getto d’acqua mirato per un bidet aneriore o posteriore, a scelta. Il tutto senza bisogno di doversi alzare e, come spesso succede, coi vesiti aggrovigliati alle caviglie andare al più vicino bidet. Io lo voglio a casa!
E dopo questi discorsi aulici, qualcosa che interesserà soprattutto i maschietti (ironico): adoro Tokyo e le sue scarpe. E non solo. In questi giorni trascorsi da turista, in giro per le strade con bermuda e scarpe da tennis mi sono sentita una barbona. Qui tutte le ragazze sono impeccabili, dalla testa ai piedi: vestitini che sono una meriviglia, scarpe che non ti dico. Ho pensao alla figura che avrei potuto fare se solo avessi seguito il mio istinto di portarmi degli abitini e delle scapette a modo. Probabilmente mi sarei uniformata anche nel modo di camminare: dall’andatura a volte sbilenca a volte claudicante delle ragazze non si capisce se sono loro a non saper camminare o le scarpe a non essere comode. Ma sono tutte troppo belle. Ho trovato un negozio in cui ho faticato per individuarne un paio che non mi piacesse. Se solo non fossero così care. Comunque avrò anhe io il mio momento, perhè l’ultima sera a Tokyo farò anche io la mia passeggiata con il mio vestitino che giace nascosto in fondo alla valigia: lo sapevo che poteva servire.
A questo punto non so se avrete il coraggio di chiedermi “ma allora cos’hai visto di Tokyo?” Be’ in realtà ho guardato in alto i monumeti i palazzi le torri, ma ho tenuto lo sguardo anche ad altezza uomo (che poi è la mia!) e questo è uanto ho visto e percepito. Giusto o sbagliato è la mia versione della storia.
P.S. Anche questo come gli altri post scritti finora è nato durante la notte, causa jet lag. Tenetelo nella giusta considerazione.